A MARGINE DEL RICORDO DI MATTEOTTI

Quest'anno, anche grazie all'applauditissimo discorso di Nencini, la commemorazione ha avuto spunti nuovimatteotti.jpg
La commemorazione di Matteotti quest’anno ha presentato alcuni aspetti che meritano di essere sottolineati.
Al partecipato ed apprezzato concerto jazz tenutosi nell’omonima piazza di Rovigo, ha fatto seguito la cerimonia ufficiale a Fratta Polesine: notevole la partecipazione di istituzioni e di delegazioni provenienti dalla Lombardia, dalla Puglia, dall’Emilia e dalla Toscana.
Un evento reso davvero solenne anche dalla grande e qualificata partecipazione oltre che da un intervento del Segretario Nazionale del PSI, Riccardo Nencini, sicuramente meno paludato dei precedenti, ma certamente più efficace e coerente con la figura di Matteotti, giocato sul filo dell’analisi, sul pragmatismo e sulla grande attualità della sua esperienza profetica.

Ha a suo modo costituito anche una nota di originalità il fatto di averlo sentito ricordare, davanti
alla sua tomba, affiancato solo dai nomi di Nenni, Pertini, Saragat e Lombardi. Senza precedenti
recenti anche i resoconti della stampa e della TV.
Ma l’elemento più significativo e di maggiore chiarezza quest’anno è che finalmente vi è stata una
unica regia socialista: quella del PSI. Non si è assistito al via vai di delegazioni con simboli diversi, qualche volta addirittura poco coerenti con gli insegnamenti di Matteotti. Forse è il segno che sta per finire la strumentalità nell’utilizzo dei simboli socialisti? Quei simboli che riappaiono, anche in
schieramenti innaturali per il socialismo, solo in occasione degli appuntamenti elettorali al fine di
creare confusione e racimolare qualche voto?  Se fosse così sarebbe il segno che la politica ha fatto
un passo, osiamo sperare, di chiarificazione.
Del resto è bene che si abbia a sottolineare anche che il PSI oggi, pur ridimensionato in termini
elettorali, può vantare di avere rotto definitivamente con il periodo dei “nani e delle ballerine” o,
peggio, con l’immagine ingenerosa di chi lo dipingeva come il partito dei “ladri”.
Oggi il PSI è un partito bonificato  da tutti coloro che non hanno voluto credere fino in fondo, anche
per esigenze personalistiche, alla esigenza di dare organica continuità ai valori di un umanesimo e ad
un progetto di società che non moriranno mai. Sono rimasti, coerentemente, coloro che hanno scelto
di testimoniare, anche in Italia, quel socialismo che vive ancora organicamente nell’Internazionale Socialista e nel Partito Socialista Europeo.

PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
Comitato Comunale -  ROVIGO

Rovigo, 16 giugno ’10

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