LE MISURE DRACONIANE DELLA CRISI

 di Luca Fantò 

 Per quanto fosse chiaro già a tutti, l’ultimo rapporto OCSE relativo ai salari medi dei dipendenti europei rende palese quanto in Italia il peso dello Stato, della sua struttura gravi direttamente sugli italiani che hanno nel loro stipendio l’unica fonte di reddito.
Il rapporto sottolinea come questo peso non venga assolutamente equilibrato da congrui aumenti salariali.

Il personale dipendente italiano è al 23° posto su 27 come reddito medio  e al 6° come peso fiscale. Questi  italiani guadagnano poco e pagano molto.

Diventa così preoccupante l ’avvicinarsi di una manovra aggiuntiva che accresce di ben 7 miliardi di euro le necessità per raggiungere quest’anno gli obiettivi fissati nel 2008. Ai tagli assolutamente consistenti già previsti se ne aggiungeranno altri. Tagli agli investimenti ma soprattutto tagli alla spesa per il sociale e, è facile prevedere anche a fronte di quanto accade in queste ore in Spagna e Grecia, tagli alle pensioni ed ai salari dei dipendenti ed in particolare dei dipendenti statali.

Questo ovviamente perché, pur essendo eletto dalla maggioranza degli italiani, l’attuale Governo si è sempre dimostrato attento alle richieste ed alle esigenze del grande capitale piuttosto che a quello della popolazione.

Tagli ai salari che verranno ovviamente spacciati per premi alla meritocrazia. Tagli che avverranno inoltre tra il plauso generale poiché la destra ha già preparato a questo l’opinione pubblica togliendo credito al pubblico impiego, vittima di una campagna denigratoria che dura da anni. I media hanno spesso sostenuto questa campagna che ha spacciato il dipendente pubblico dei ministeri, delle scuole, degli Enti Locali, degli ospedali pubblici come il prototipo del “fannullone italiano”. Ovviamente falsità, ma falsità che renderanno oggi più agevole intaccare le retribuzioni degli statali per racimolare risorse che altrimenti dovrebbero essere individuate in quell’enorme buco nero che sono le spese per l’acquisto da privati di beni e servizi e l’evasione fiscale che viene agevolata invece di essere combattuta.

Certo è necessario rimettere in linea l’economia italiana, rafforzarla, ma ciò non deve essere fatto ispirandosi a quelle idee di libertà economica che hanno dimostrato e continuano a dimostrare la loro inadeguatezza. Non deve avvenire continuando a generare povertà  e accrescendo sempre più la distanza tra una ristretta minoranza e la maggioranza. E se tutto ciò avviene con il consenso della stessa maggioranza degli italiani ebbene questo non deve impedire alla sinistra di sostenere che tutto ciò non è giusto. Giustizia sociale, è infatti proprio questo il tallone di Achille delle politiche economiche che in Europa e nel mondo si stanno attuando per contrastare le conseguenze di una crisi che è nata nel cuore del capitalismo mondiale, negli USA. Il risanamento dell’economia, per essere utile alla comunità e non solo ai pochi, deve avvenire contemporaneamente alla ristrutturazione di quel sistema di salvaguardia dei bisogni di ogni cittadino che le politiche degli ultimi anni, in parte anche di quelle attuate da una parte del centro-sinistra, hanno iniziato a smantellare. Per far ciò è necessario tagliare le spese, quelle che permettono ai privati enormi e spesso inutili guadagni, è necessario attuare una politica di rigore, nei confronti di chi evade.  

Luca Fantò
Segretario Federazione Psi . Vicenza
 

 

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