VICENZA: SULLE CONCLUSIONI DEL CONGRESSO DEL PSE

Sulle conclusioni del congresso del Partito Socialista Europeo, la federazione del Psi di Vicenza ha emesso il seguente comunicato


Il Partito Socialista Italiano della provincia di Vicenza accoglie con orgoglio e soddisfazione la nomina del compagno Luca Cefisi, avvenuta oggi 8 dicembre 2009 a Praga, nel nuovo Consiglio di Presidenza del PSE che affiancherà il riconfermato Rasmussen.
Il compagno Cefisi, già membro della Segreteria Nazionale del PSI, sarà l’unico rappresentante italiano nel socialismo europeo.
Ma i socialisti vicentini sono consapevoli che questo riconoscimento dato al PSI e non ad altre formazioni del centro sinistra italiano, rappresenta una grande responsabilità. La responsabilità di stimolare, avviare, sostenere e realizzare l'unità della sinistra riformista italiana. La responsabilità di non disperdere quanto finora è stato creato con l’esperienza di “SEL”. E’ fondamentale infatti che, in un contesto sociale in cui parole come capitalismo, precarietà, produzione, vengono spacciate come progresso sociale, una forza socialista, critica ma costruttiva,  una nuova sinistra, sappia trasformare le debolezze in strumenti per diffondere la propria cultura.
La debolezza più grande della sinistra italiana è sempre stata la tendenza ad una varietà dell’agire che spesso ne ha determinato la frantumazione, mentre oggi deve innanzitutto accettare, senza cadere nelle trappole del bipartitismo, di coalizzarsi in un insieme di formazioni politiche. Un insieme che però deve abbandonare l’idea di supremazia delle maggioranze.
Agire uniti nella diversità richiama quel motto dell’Europa che meglio non si adatterebbe ai bisogni che ha oggi la sinistra italiana. Sinistra che,  iniziata la fase calante del ventennio berlusconiano, non dovrà farsi trovare impreparata. Ad iniziare dalle elezioni regionali che, in Veneto, potrebbero rappresentare l’inaspettata manifestazione delle difficoltà della destra e l’inizio della riscossa politica di un centro sinistra finora rimasto ai margini della politica italiana.
Infatti proprio  in Veneto, dove la probabile  vittoria del candidato leghista sancirebbe per la regione almeno un altro decennio nelle mani della destra, una sinistra coesa potrebbe dar vita a quella svolta politica che da anni molti attendono.
Per ottenere questo  affascinante risultato è necessario che tutto l’arco politico del centro e della sinistra trovi immediatamente un candidato unico, condiviso ed in grado di rappresentare agli abitanti del Veneto un’ipotesi alternativa e desiderabile di governo della regione.

 

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