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Dal 1405 fino al 1798 Padova e’ stata governata da reggenti-civili e militari-scelti dal Doge tra i nobili veneziani. Dopo oltre 2 secoli la storia si ripete. Un ex Doge, De Michelis , viene a Padova per sostenere un aspirante - molto aspirante - sindaco.
Un vecchio e finito leader del vecchio PSI e un profugo sedicente socialista si sono messi insieme . Politicamente claudicanti tentano di sorreggersi l’un l’altro, mentre basta un piccolo refolo di vento a farli cadere entrambi. Triste fine per un ex leader, giusta nemesi per chi non ha imparato bene la lezione della batracomiomachia , quella favola in cui si racconta che una rana si gonfia tanto. Al punto di scoppiare………………. Sandra Faleschini, segretaria federazione provinciale Ps di Padova
Purtroppo, ci risulta che la cosa non si sia limititata a Padova, ma sia invece parte di una strategia più ampia: ci informano che anche a Venezia, dove si è votato per la Provincia, e dove i socialisti sono stati presenti con il proprio simbolo, sia stata fatta la solita lista ascara del centrodestra che, giocando sul nome e sul simbolo, ha cercato di strapparci qualche voto, irrilevante per loro, ma che può essere determinante per noi ai fini della presenza o meno in consiglio provinciale. Anche lì ci risulta la presenza attiva ed il sostegno di De Michelis. Restiamo convinti che alla fine la politica ed il lavoro dei nostri compagni risulteranno prevalenti e questi bischeri rimarranno con un pugno di mo- sche in mano, ma che dire di un dirigente come De Michelis che dalle elezioni regionali in Abruzzo continua in una strategia di distruzione del partito? Sarebbe troppo chiedergli coerenza e decenza tali da indurlo alle dimissioni da un par- tito in cui ci sta solo con il ribellismo? E sino a quando la dirigenza nazionale ha intenzione di stare zitta? E noi possiamo continua- re a farlo in nome di una inesistente unità e di una fraintesa libertà di espressione?
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