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Pagina 1 di 5 L’Europa nel mondo

1. La sfida
Negli ultimi 20 anni, il mondo è cambiato in modo irreversibile. La stessa natura della globalizzazione e la crescita di nuovi poteri mondiali comportano che nessun singolo stato europeo sia capace da solo di esercitare una reale influenza sulle questioni internazionali. I problemi economici, sociali, ambientali e anche quelli relativi alla sicurezza, compreso il terrorismo, hanno reso gli Stati membri dell’Unione Europea più consapevoli della necessità di unire le proprie forze per affrontare i problemi che vanno oltre i confini nazionali.
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L’alta densità della popolazione dell’UE, la dipendenza dalle infrastrutture transfrontaliere, le relazioni economiche e commerciali, le fonti di energia, così come la sua prossimità geografica con regioni e paesi politicamente instabili, espongono più che mai gli Stati membri a minacce in termini di sicurezza.
Il mancato rispetto dei diritti fondamentali, politici, civili, sociali, economici e umani, così come stabiliti dalle diverse convenzioni dell’ONU, costituisce una sfida continua per implementare la democrazia e i diritti umani nel mondo. L’UE deve assicurare delle responsabilità fondamentali al fine di divenire un riferimento per la democrazia, per i diritti umani e per coloro che per motivi di persecuzione richiedono asilo politico.
L’UE è il più grande esempio di integrazione politica nella storia dell’umanità, ma nonostante ciò non è riuscita a sviluppare un sistema multilaterale capace di rispondere alle sfide globali. Le attuali minacce internazionali, la diffusione e proliferazione di armi di distruzione di massa, i cambiamenti climatici, la povertà e le pandemie mondiali, la nascita di nuove forze mondiali, rendono l’attuazione di un efficace sistema di multilateralismo più che necessario.
Le disparità nel mondo stanno aumentando. Circa 3 milioni di persone vivono con meno di 2 dollari al giorno. 30 000 bambini di meno di 5 anni muoiono ogni giorno. 186 milioni di persone nel mondo sono senza un impiego. Circa 12,5 milioni di persone sono vittime di lavori forzati. Di conseguenza il numero di persone che cercheranno di fuggire a tali condizioni emigrando in Europa continuerà ad aumentare. Gli obiettivi di sviluppo dell’ONU per il Millennio sono lontani dall'essere raggiunti e gli strumenti esistenti per lo sviluppo -quali gli aiuti allo sviluppo e al commercio- sono insufficienti o utilizzati in modo non appropriato. Nel 2004 il sostegno pubblico allo sviluppo equivaleva a 80 miliardi di dollari, vale a dire un importo molto inferiore rispetto al 7% di PIL promesso dai paesi sviluppati. I negoziati commerciali rimangono ad un punto fermo. Il commercio internazionale deve ancora essere messo al servizio dello sviluppo sostenibile e a favore di un lavoro dignitoso nei paesi in via di sviluppo.
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